Posted by Io Medesimo on lug 21, 2007 in Categorie, Pensieri Sparsi | 0 comments
Estate significa, almeno per me, caldo, troppo caldo, umido, troppo umido, senso diappicicaticcio sulla pelle, tanto da non riuscire neanche a fare l’amore con la propria Donna.
Significa anche, senso di asfissia, nervosismo, sentirsi rinco, mooolto rinco……
Vabè, si è capito che l’estate non è una delle mie stagioni preferite.
Quindi?
Quindi nelle mie notti insonni che vanno da giugno a settembre,cerco sempre di trovare qualcosa da fare.
Un libro?
Si, ogni tanto…
Giocare con il cane?
Lui stà più incadaverito di me…
Sigaretta?
Grazie a Dio(?) di notte quando sono a casa non fumo neanche sul balcone.
Televisione?
Cos’è?
Ah si……le poveracce nude delle tre di notte.
Un dvd?
ESATTO………come diceva il padre di un mio amico al telefono quando dall’altra parte chiedevano
“casa Cappiello?”
E quale dvd?
Boh, fai tu!
Germania anno zero?
mmmm, ho detto fai tu….
Vabè a quest’ora no……Il buono, il brutto e il cattivo?
Ma si, rivediamolo per la 1000³ volta.
Ok, vado?
I v v….
Dopo quest’inizio che mi serviva…più o meno, a farvi capire cos’è per me il caldo e il grado allucinogeno che raggiungo le notti d’estate, passo a quello per cui ho voluto scrivere questo post.
Due delle scene più belle in assoluto….almeno per me¹, di uno dei film più belli del cinema mondiale²
Questa è la prima
Questa scena qui è stata smontata, studiata, rimontata, rivista, rismontata frame per frame e ricomposta da tutti i più grandi studi di montaggio cinematografico del mondo.
Viene ”insegnata” a scuola di montaggio e cinematografia di New York
Addirittura questa scena del film è stata utilizzata per uno studio sulle funzioni superiori del cervello umano pubblicato il 12 marzo 2004 sulla prestigiosa rivista Science.
Tecnicamente perfetta, ma non è questo il punto…
Non ci crederete ma io piango ogni volta che la vedo. Sarà la musica di Morricone, sarà quella macchina da presa che gira come una forsennata tra le tombe facendoti VIVERE l’ansia del protagonista Eli Wallach. Sarà, anzi, sicuramente lo è, tutto quest’insieme di cose che mi fanno restare incollato alla televisione per tutti i tre minuti della scena.
E alla fine escono, impietose, calde, abbondanti, belle…..le lacrime, quasi da sindrome di Stendhal.
E poi c’è questa a farmi sentire vivo, a ricordarmi di quanto mi piace il cinema fatto bene e ad essere orgoglioso di essere italiano.
Sembra una cazzata questo tipo di orgoglio, ma vi assicuro che per me non lo è!
¹ sottolineo ”per me” dato che ultimamente sono stato accusato di ”dire verità assolute”
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