Immagini che parlano

Posted by on set 14, 2007 in Categorie, Web e Tecnologie | 3 comments

Mi piace la fotografia, quella fatta bene, quella che riesce ad immortalare gli attimi di vita e ci trasmette emozioni. MI piace osservare le foto a lungo, guardare i minimi particolari, giudicarle e fantasticare con loro. Sono sempre stato del parere che una foto se fatta bene riesce a prendere un certo “movimento” e quindi, pur rimanendo statica, riesce a colpire la nostra fantasia comunicandoci anche quello che è avvenuto prima e dopo lo scatto.

Qui di seguito ci sono alcune delle foto che mi fanno letteralmente tremare i sensi..

image001.jpg Questa foto è del 1957 e ritrae il primo giorno di scuola di Dorothy Counts, la prima studentessa di colore ammessa in una scuola americana. La foto non è un granché dal punto di vista “tecnico” ma ritrae un momento davvero storico.

image003.jpg 1963, Vietnam del sud. Un monaco Buddista si dà fuoco per protestare contro il governo il quale adoperava una politica di repressione contro i praticanti di questa fede, torturandoli in maniera indicibile. La cosa che mi ha sempre impressionato di questa foto e della storia dietro ad essa è il monaco che, stando a quanto si dice, non abbia emesso alcun grido di dolore e né abbia fatto un solo movimento mentre bruciava vivo. Non mi piacciono questi estremismi, non li condivido, ma sia la foto che la storia restano davvero impressionanti.

image004.jpg 1962, Spagna, durante il regime di Franco. Un soldato viene ucciso da un cecchino e si aggrappa ad un prete. Di questa foto mi ha colpito il volto del prete il quale rivolge lo sguardo alla sua sinistra. Mi sono chiesto, è per guardare chi ha sparato o per cercare aiuto?

image006.jpg 1966, Vietnam. Dei soldati americani trascinano il corpo di un Vietkong. Da notare soprattutto l’indifferenza dei soldati i quali sembrano fare un operazione di pura routine.

image007.jpg 1968, Vietnam.  Questa foto è molto conosciuta, ritrae l’omicidio di un presunto Vietkong da parte della polizia Vietnamita. Immagine di una potenza impressionante…

image009.jpg 1975, Stati Uniti. Il momento del crollo di una scala antincendio. Se non fosse per i vasi che danno un senso di movimento, sembrerebbe quasi che i bambini siano sospesi in aria.

image010.jpg 1975, Uganda. Un missionario che prende la mano di un bambino, o meglio, quello che dovrebbe essere un bambino. Sono mesi che mi vengono le lacrime agli occhi quando la guardo.

image014.jpg 1989, Pechino. Chi non conosce questa foto? Di una bellezza mozzafiato..

image015.jpg 1992, Somalia. Una madre raccoglie il corpo del suo bambino morto di fame. Sarà il bianco e nero, sarà il corpo chino della donna o non so bene di preciso cosa, fatto sta che è di una tale disperata desolazione.

image016.jpg 1994, Ruanda. Un uomo con il volto sfigurato dalle torture ricevute dalla polizia che lo sospettava di aver avuto rapporti con i ribelli Tutsi. Non so cosa aggiungere..

image017.jpg 1996, Angola. Dei bambini in un centro di recupero per via degli “scock” della guerra civile.

image018.jpg 2001, Afghanistan. Il corpo di un bambino viene preparato per il funerale. Il contrasto delle vecchie mani sul corpo del bambino mi fanno quasi ricordare le carezze che mio nonno mi dava. Purtroppo qui la realtà è ben diversa.

image019.jpg 2002, Iran. Un bambino piange stringendo i pantaloni di suo padre prima che sia sepolto. Questa volta non è la guerra ma il terremoto.

image020.jpg 2003, Iraq. Un prigioniero Irakeno che cerca di calmare il proprio figlio. La foto è di una tale “tenerezza” che non ha bisogno di commenti secondo me.

Se avete “emozioni” da farmi vedere mandatemi una mail.

  • http://www.simplygiulia.splinder.com/ giulia

    Belle immagini, per quanto io preferisca le parole. Proprio in questo giorni ne ho trovate alcune che si legano tantissimo alle tue foto. Te le lascio:

    “…e se tutti noi imparassimo ad alzare gli occhi dalle nostre cose, dal nostro egoismo ci accorgeremmo che in ogni angolo c’è la storia di un bambino che piange perchè la sua matita azzurra è finita e non può colorare il cielo come vorrebbe”

    O ancora:

    “Nella vita non c’è giustizia: nascono due bambini gobbi, uno è Leopardi, e l’altro vende i biglietti della lotteria alla fiera. Subentra la ragione e pensi che da quando esiste il mondo, cioè la vita, è sempre stato così. Anche quando nascono due fratelli e uno si chiama Abele e l’altro Caino, uno è vittima e l’altro è il malvagio, il carnefice. All’uomo è data la possibilità di scegliere tra il bene e il male”.

  • Veronica

    Davvero toccanti queste foto… Hai fatto un lavoro meraviglioso…! Dovrebbero vederlo tutti… Anzi credo che certe persone dovrebbe passare qualche giorno in zone come quelle, dove la fame e la guerra non sono di passaggio.. Sono esperienze che ti cambiano la vita.. Forse vivere qualche giorno con quella realtà davanti agli occhi, vedere quei poveri bambini addormentarsi per cose che qui vengono risolte in breve tempo, porterebbe un cambiamento anche negli “stupidi” ragazzini teppisti ed egocentrici… Ma sai cosa mi chiedo principalmente? Perchè ci dev’essere bisogno di servirsi del dolore di quei poveretti per essere migliori? Ok.. Mi sto dilungando troppo! Doveva essere solo un piccolo pensiero ed un complimento per l’artefice di questo lavoro! E comunque hai detto una cosa vera e stupenda.. La fotografia trasmette tanto a volte anche più delle parole, perchè stimola la mente al pensiero di ciò che è accaduto, senza che l’informazione gli arrivi direttamente! Ciau!! Very..!

  • Io Medesimo

    Grazie del commento, l’ho apprezzato molto