Forse qualcosa si muove

Posted by on set 25, 2007 in Categorie, Web e Tecnologie | 0 comments

In riferimento al mio post sulla multa inflitta a Microsoft oggi apprendo che…

via hardware upgrade

Come ampiamente previsto, la recente sentenza del Tribunale di Primo Grado dell’ UE che, lo ricordiamo, ha condannato Microsoft al pagamento di 497 milioni di Euro, avrà ulteriori sviluppi e continua ad alimentare non poche polemiche.

Il Globalisation Institute, gruppo di esperti con sede a Bruxelles, ha recentemente consegnato alla commissione antitrust dell’Unione Europea un nuovo documento (pdf) che, ancora una volta, vede Microsoft coinvolta. In questa occasione viene sottoposto all’Unione Europea il ben noto problema della scelta di un pc senza l’obbligo di acquistare anche la licenza di Microsoft Windows.

Un problema vecchio di anni, potrà eccepire qualcuno, ma oggi tale argomento diventa di sicura attualità considerando le parole dello stesso commissario antitrust UE  Neelie Kroes che ha dichiarato come uno dei propri obiettivi principali quello di far scendere il market share di Microsoft, prossimo al 95%.

In merito alla già citata sentenza venne più volte ricordato che il pagamento della multa era solo uno dei provvedimenti a cui Microsoft è chiamata ad ottemperare: altre iniziative volte a garantire ad esempio l’interoperabilità o la possibilità di integrazione con software di terzi dovranno essere concretizzate dalla casa di Redmond.

Il gruppo di esperti del Globalisation Institute pone la propria attenzione su Microsoft Windows e sulle scarse opportunità lasciate all’utente di scegliere tra tale sistema operativo preinstallato o altre soluzioni alternative. E’ bene sottolineare che in questa circostanza non sia in atto una campagna anti-Microsoft: a essere al centro dell’attenzione è la libertà di scelta lasciata all’utente che, eventualmente, potrà optare in modo consapevole per l’installazione di Windows.

Il Globalisation Institute ha anche proposto varie alternative come ad esempio l’obbligo di offrire agli utenti la stessa soluzione hardware con più alternative di sistema operativo o la ben nota procedura di rimborso. Queste opzioni vengono però giudicate problematiche e concretamente irrealizzabili.

Secondo il citato gruppo di esperti l’unica soluzione praticabile sarebbe quella di imporre la vendita separata di pc e di sistema operativo: in tal modo l’utente ha la massima libertà di scelta e la completa trasparenza in merito al costo di un sistema. Come riporta anche Arstechnica.com, la soluzione proposta è valida solo in un mondo ideale infatti, escludendo il solito gruppo di power user, è lecito domandarsi quanti utenti abbiano voglia e siano in grado di installarsi autonomamente il sistema operativo.

Probabilmente la possibilità di scelta creerebbe nuove opportunità di business e, forse, potrebbero anche rendersi disponibili sistemi operativi veramente di facile installazione. Purtroppo il quadro attuale è ben diverso e, ad esempio, Dell distribuisce una propria versione di Ubuntu Linux contenente tutte le patch necessarie al funzionamento dei propri pc. Ricordiamo che proprio il produttore americano è stato uno dei primi a credere in questo tipo di iniziative, infatti, Dell propone Ubuntu Linux su alcuni modelli Inspiron. Tale iniziativa è il seguito di una vera e propria richiesta proveniente dall’utenza: attraverso un apposito blog venne chiesto a Dell di proporre pc con Linux e, in seguito a un sondaggio, venne scelto Ubuntu Linux.

Anche altri costruttori interpellati in merito alla possibilità di scelta del sistema operativo preinstallato  non hanno segnalato alcuna preclusione: se dovesse crearsi una massa critica di utenti che richiedono tali opzioni l’iniziativa di Dell è destinata a essere replicata. In dubbiamente il procedimento Build to Order facilita Dell in questo ambito, infatti, i competitor che devono gestire un modello di vendita indiretto si vedono costretti a risolvere enormi problemi logistici.

Considerando impraticabile l’opzione che prevede l’installazione del sistema operativo direttamente a cura dell’utente, i vari costruttori di pc dovrebbero fornire la medesima soluzione hardware preconfigurata con differenti sistemi operativi. Questa condizione implicherebbe anche nuove e più complicate casistiche legate al supporto tecnico da fornire all’utenza.

Indubbiamente il problema della libertà di scelta merita di essere salvaguardato e vanno trovate soluzioni tali che garantiscano all’utente la possibilità di effettuare un acquisto consapevole, scegleindo un pc con sistema operativo Microsoft o alternativo. Va altresì rilevato che è inimmaginabile pensare di poter delegare all’utente finale l’installazione del sistema operativo attuale ma, forse, qualche provvedimento della Commissione Antitrust UE potrebbe stimolare i vari vendor nello sviluppo di nuove soluzioni capaci di risolvere il problema.