Posted by Io Medesimo on ott 25, 2007 in Categorie, Pensieri Sparsi | 0 comments
Diglielo tu a mia madre che ho fallito.
Diglielo tu a mio padre che nel mio vuoto gli ho voluto bene e nel mio pieno lo credevo un dio.
Diglielo tu perche io non ne sono capace.
Digli anche che ero diverso da come loro credevano e uguale a tanti altri che loro non credevano così.
Diglielo tu perche io non ci riesco.
Digli che avevo solo voglia di partire da zero, digli che volevo solo riprendere a sognare, digli che i miei sorrisi stampati dei pranzi di ogni giorno erano solo per vederli sorridere, ma non dirle mai “coraggio” perché lei ne ha da vendere e lui non sa cosa sia la paura.
Digli invece che io ero come loro ma mi sono fatto rubare i sogni e la semplicità.
Digli dei miei pianti, digli della sofferenza nascosta, della paura, digli la verità.
Solo quella capiscono.
Digli chi ero io e diglielo piano, senza urlare, perché di urla dentro ne ha sentite già tante.
A mio padre digli di alzarsi da quella sedia e di capire che il figlio non c’è più.
Digli che era questo che voleva, ma diglielo in disparte perche lei invece non ti crederebbe.
Diglielo tu dato che era da tempo che volevo farlo io ma tu sai che non ci sarei mai riuscito.
Digli che li ho voluti bene.
E sopratutto diglielo tu perche io non ci riesco.
Tu sei chiunque legga questo.
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