In ferie quest’anno ci vado in macchina, non so ancora quale, se la mia o quella di qualcun’altro.
So che non ve ne frega assolutamente niente, ma era solo per dire che oggi leggendo qua e là ho trovato un “interessante” tabella sui costi della benzina divisi per costi effettivi, tasse e iva….
Quindi…ammettiamo che un litro di benzina verde viene venduto a 1,524 €, che è il prezzo che più o meno si trovava alla pompa la settimana scorsa…
€0,706 vanno a produttori e gestori. Questo prezzo è composto dal prodotto grezzo(petrolio) che è di €0,506 a cui vanno aggiunte le spese per il trasporto alla raffineria (€0,09), la raffinazione (€0,03), il trasporto al distributore (€0,04) e la trattenuta dei gestori (€0,04). La somma di questi costi incide per un 46% sul costo totale.
Ora invece la parte più interessante…
€0,564 và allo Stato(ACCISA). Questa è una tassa fissa composta da dieci contributi per: la guerra in Abissinia del 1935, la crisi di Suez del 1956, il disastro del Vajont del 1963, l’alluvione di Firenze del 1966, i terremoti del Belice nel 1968 del Friuli nel 1976 e dell’Irpinia nell’80, le missioni in Libano del 1983 e in Bosnia nel 1996. Per ultima c’è il rinnovo contrattuale degli autoferrotranvieri del 2004. La somma dei costi incide per un 37% sul costo totale.
Poi c’è l’IVA…
€0,254 allo Stato và anche l’iva che è pari al 20% della somma di accisa più prezzo industriale. Questo costo insieme all’accisa è pari a €0,818, che è più della metà del costo totale di un litro benzina….al confronto dello Stato i petrolieri paiono dei semplici operai a paga sindacale.
Io sull’Abissinia avrei qualcosa da ridire…
Commenti?
Fonte: Vanity Fair N°31 del 6 Agosto 2008
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