…ma Maradona in confronto sembra un pivello…
Read MoreLa solitudine dei numeri primi
Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano “primi gemelli”: due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d’esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.
Me ne hanno parlato bene e mi son deciso a comprarlo, tempo permettendo tra circa una settimana vi saprò dire se mi è piaciuto o meno.
Read MorePost Scriptum
Credo che la cosa più interessante di quando finisce una storia è il turbinio di emozioni celate che in un colpo solo vengono fuori, quasi come esplodessero. Si passa dall’angoscia alla speranza, dallo sconforto al “magari è meglio così”, dalla noia assoluta al non aver tempo di far niente perché troppo impegnati a cercare di dimenticare, tenendosi tutta la giornata occupata, dal senso di vuoto assoluto, dai momenti assolutamente incolore a un semplice dirsi “ma chi cazzo te lo dice che non deve essere meglio? Smettila di farti le paranoie!”. La cosa buffa è che tutte queste emozioni e sensazioni opposte, si alternano nel corso di una semplice giornata così tante volte che arrivi alla sera stremato più per questi “assurdi” pensieri che per il lavoro.
Se scrivo questo è solo perché ho realizzato un pò di cose in questi giorni, la prima è che effettivamente dopo circa una settimana mi son reso conto che la storia è finita…può sembrare un assurdità ma il consapevolizzarsi di qualcosa che non si vuole è molto più difficile di quanto si creda, ovviamente solo chi ci è passato in un modo a nell’altro sà di cosa parlo. La seconda cosa è che dopo tutto stò casino sono di nuovo libero di innamorarmi di una altra persona, che diciamoci la verità è la parte più interessante e stimolante di una qualsiasi storia insieme. Con questo non voglio dire di esserne uscito già completamente, anche se il mio carattere teso a farmi prima di tutto sopravvivere alle situazioni critiche(c’è chi dice il segno zodiacale…) mi aiuta molto , quindi sarei un bugiardo(idiota) se non dicessi che il mio pensiero fisso è ancora Lei.
Sono anche consapevole del fatto di aver provato nei modi che più ritenevo giusti e soprattutto discreti, a capire se da parte sua c’era ancora qualcosa che poteva essere salvato, ma le risposte sono state negative quindi ora, pur essendo dispiaciuto da un lato ma contentissimo per questo pezzo di vita trascorso insieme, non vedo l’ora di farmi vibrare di nuovo il cuore, del resto ci nutriamo di questo.
Ora basta, il post era nato per essere un “medesimi brevi” ma mi son reso conto che si era allungato un pò troppo per quello spazio…
Read MoreMedito…
…di tornare una persona 0.0, nel senso che avrei davvero voglia di staccare tutti i collegamenti virtuali, gli intrecci 2.0, i vari Twitter, Facebook, FriendFeed, Tumblr, questo stesso Blog.
Medito di tornare a vivere una vita vera, distaccata da questo inferno che stà diventando la rete, dove i fatti nostri sono perennemente in onda, dove ci sfoghiamo e ci piangiamo addosso nell’attesa e speranza che arrivi qualcuno col suo bel commento, o un “like” a darci ragione o a condividere le proprie esperienze.
Medito di tagliare i ponti, medito di tornare a scrivere a penna una lettera alla mia amica, medito di tornare a respirare l’emozione di pensare a qualcuno e telefonargli per sentire la sua vera voce invece che mandarli una fredda mail o scrivergli quattro cazzate su Facebook.
Medito questo oggi nella consapevolezza che questo verrà letto contemporaneamente qui, su Facebook, su FriendFeed, Google Reader avviserà che Io Medesimo ha scritto un post, qualche altro aggregatore di Feed avviserà la stessa cosa, Google indicizzerà il post permettendo a tutti nel mondo di leggere questo facendo una ricerca apparentemente non attinente. Verrà letto da amici e sconosciuti, verrà letto e dimenticato dopo 5 minuti, farà sorridere qualcuno che magari ci si ritrova, sarà letto al massimo per le prime due righe, sarà commentato o meno, sarà non capito, sarà qualcosa che nemmeno so.
Medito questo oggi che per me è un giorno triste e ho voglia di parlare con qualcuno, ma so che nessuno potrà per oggi farmi sentire meglio, medito tutto questo dopo aver dato un gksu rm -rf/ ¹ a cinque anni di vita, medito questo nella speranza di tornare Io già domani.
Medito medito ma intanto ho scritto per l’ennesima volta una forchettata di fatti miei.
¹ qualcuno alla fine capirà
Read More