Posted by Io Medesimo on dic 5, 2008 in Pensieri Sparsi | 6 comments
Ieri a pranzo ho salvato mio padre da un soffocamento da cibo…
Può sembrare una sciocchezza, una banalità, una cosa così frequente che passa inosservata, si può pensare “passa tutto con un colpetto sulla spalla”, si può pensare tutto questo fino a quando ti rendi conto che questa persona è diventata VIOLA nel vero senso della parola, che comincia a sbattere le mani sul tavolo, cerca di parlare ma non ci riesce, gli occhi ti chiedono AIUTO, e la gola….la gola gonfia come un pallone.
Panico.
Panico anche perché mia madre, da buona donna del Sud, comincia ad urlare pensando ad un infarto, ictus, ischemia, tumore al cervello, una sparatoria nel mezzo di casa mia…in quegli attimi le ho visto negli occhi lei che si immaginava di fianco alla bara di mio padre, tanto da non sapere se cercare di far qualcosa per lui o calmare utopisticamente mia madre.
Ovviamente scelgo di aiutare mio padre, ma pensavo “che cazzo faccio?”
All’inizio ho provato con i classici colpi sulla spalla, ma visto che ormai parlare di colpi era divento riduttivo ho cercato di aprirgli la bocca, ma era così dannatamente serrata…
Poi il “lampo di genio”, mi sono ricordato di aver seguito un corso obbligatorio di primo soccorso e che lì ci hanno insegnato come comportarci in questi casi. Quindi ho abbracciato mio padre da dietro e ho cercato di ricordarmi come si esegue questo…..non che mi ricordassi il nome o che avesse importanza, cercavo solo di ricordarmi come fare per fargli espellere quel “coso” incastrato in gola.
Ho cominciato a fargli delle pressioni al diaframma, una, due, tre, quattro….cazzo forse non funziona o non lo faccio per bene…cinque, sei, comincio a sentirgli fare rumori dalla bocca….sette, otto, e vai, il “coso” è uscito fuori!!
Non ci ho creduto, un misto tra spavento, panico, e gioia era sulla bocca dello stomaco. Mio padre stava respirando quantità di aria tali da sembrare come se lo facesse per la prima volta, mia madre, ancora urlante, come al solito ha manifestato la sua gioia incolpando mio padre per aver mangiato troppo in fretta…
Il tutto è durato un paio di minuti al massimo, non di più ne sono certo, ma sono stati terribili per tutti e non avete idea della tremarella alle gambe che mi è venuta dopo, tanto che ho avuto il bisogno sedermi dato che non ce la facevo a stare in piedi.
Pensandoci ora, benedico il fatto di aver preso parte a quel corso che, per quanto fosse obbligatorio, non è stato seguito da tutti i commercianti e gli artigiani della mia zona, primo perché era a nostre spese e secondo perché in molti(me compreso), pensavano che se ci fosse stato il bisogno di soccorrere qualcuno, non sarebbero stati in grado di far niente comunque. Posso affermare invece che a me è servito, almeno ad avere un minimo di sangue freddo in situazioni come queste.