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Citazione

Citazione

da Piovono Rane di Alessandro Gilioli

Lunga vita a Kim Il-silv

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Il presidente è a vita e rappresenta il partito, ne dirige il funzionamento e la linea politica e programmatica. Sceglie i 34 membri dell’ufficio di presidenza, sottoposti al voto del Cogresso ma con una lista unica senza nomi alternativi. Convoca e presiede lo stesso ufficio di presidenza, la direzione e il consiglio nazionale. Ne stabilisce l’ordine del giorno, procede alle nomine degli organi del partito e assume le definitive decisioni.

Questo è lo Statuto del neonato Pdl: palesemente ispirato a quello del partito comunista nordcoreano, e del resto approvato con una maggioranza del 99,99 per cento (cinque no su oltre cinquemila votanti).

La totale assenza di democrazia, il cesarismo carismatico, il culto della personalità: forse sono un illuso, ma fortemente credo che un giorno anche gli italiani si renderanno conto di quello che hanno fatto.

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Ok

gira.jpeg è stata solo un esperienza negativa.
Fine

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Lo Stesso Mare

Lo Stesso Mare

Me lo hanno prestato a Natale ma ho cominciato a leggerlo solo ieri, vedremo..

Immagine di Lo stesso mare

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Rimane sempre qualcosa

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Ogni volta che finisco un libro rimango con uno sorriso incollato che credo stia a significare ho capito quello che hai voluto dire e mi è piaciuto, ed è anche come un sentirsi privilegiati per aver assorbito concetti altrui, farli propri e perché no, trasformarli a piacimento e usarli per prendere spunti…

Tutto questo solo per dire che Il Violino Nero alla fine mi è piaciuto, lo trovo ancora piuttosto semplice e sicuramente non originale, ma è sicuramente godibile. Mi sento di consigliarlo ;)

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Il Violino Nero

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Avevo ancora voglia di aspettare prima di cominciare un nuovo libro, dopo Dona Flor e i suoi due Mariti pensavo che Il Violino Nero fosse un libro in “bianco e nero”, ma a pensarci il capolavoro di Jorge Amado è  tanto “colorato” da nascondere un po troppo gli altri.

Ho cominciato a leggerlo stanotte e per decenza non l’ho finito, ma solo perché s’erano fatte le 4..

C’è da dire che il racconto è breve e abbastanza semplice ma quando decolla ti incuriosisce e si comincia(almeno io) a leggerlo di un fiato.

Comunque mi sta piacendo, appassionando magari no, quella è un altra cosa,  ma aspetto per dare giudizi visto manca ancora un po.

L’autore è Maxence Fermine, un francese che non amo particolarmente e che con neve si è ritagliato un posto tutto suo, luogo da cui non riesce ad uscire secondo me.

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