Posted by Io Medesimo on mar 12, 2009 in Pensieri Sparsi | 2 comments
Avevo ancora voglia di aspettare prima di cominciare un nuovo libro, dopo Dona Flor e i suoi due Mariti pensavo che Il Violino Nero fosse un libro in “bianco e nero”, ma a pensarci il capolavoro di Jorge Amado è tanto “colorato” da nascondere un po troppo gli altri.
Ho cominciato a leggerlo stanotte e per decenza non l’ho finito, ma solo perché s’erano fatte le 4..
C’è da dire che il racconto è breve e abbastanza semplice ma quando decolla ti incuriosisce e si comincia(almeno io) a leggerlo di un fiato.
Comunque mi sta piacendo, appassionando magari no, quella è un altra cosa, ma aspetto per dare giudizi visto manca ancora un po.
L’autore è Maxence Fermine, un francese che non amo particolarmente e che con neve si è ritagliato un posto tutto suo, luogo da cui non riesce ad uscire secondo me.