Lo Stesso Mare, conclusioni

Posted by on apr 21, 2009 in Pensieri Sparsi | 0 comments

Da mattina a sera fuori scorre una luce che tutto pensa fuorché d’essere luce.

Cime di fronde che respirano silenzio senza bisogno alcuno di trovare il codice dell’essere alberi. Steppe inerti per sempre adagiati senza darsi pena della propria desolazione. Sabbie sperdute senza stare a domandarsi fino a quando e perché e dove.

Tutto questo esistere strabiliante eppure non strabiliato. Rossa sale la luna, un occhio versato pare che ustiona la tenebra del cielo, tacita ma non attonita. Un gatto appisolato sul muretto. Pisola e respira. Niente di più. La notte il vento gira, alita su boschi e colli. Gira e va. Alita.

Senza pensieri e mugugni. Solo tu, terra e umore, sino a che viene mattino scrivi e cancelli, cerchi causa e rimedio.

L’ho finito da tempo ormai ma non ne avevo più parlato. L’ho letto in un periodo particolare e mi è piaciuto molto, soprattutto per lo stile in cui è  scritto, a metà tra romanzo e poesia. La storia è abbastanza comune se vogliamo, ma appunto, viene esaltata dalla “poesia” con cui viene mescolata alla narrazione e rende appassionante la lettura(breve) di questo romanzo.

Ringrazio Paola che me lo diede in prestito in un periodo, Natale scorso, ancor più particolare della mia vita :)