Auguri

C’era ieri

C’era ieri la solita sveglia alla solita ora, il cane finalmente pulito e ancora sonnecchiante, mia madre che preparava la colazione e cominciava con le stesse domande. Mio padre ancora a letto.
C’era anche la solita passeggiata con il cane finalmente pulito e non più sonnecchiante, le bestemmie di fronte al tabaccaio ancora chiuso e la rassegnazione nell’infilarsi in macchina.
C’erano gli stessi volti, gli stessi negozi aperti di ogni mattina a quell’ora, c’era anche un tabaccaio distratto. Mancavano solo i bambini a scuola.
C’era il rumore della serranda e i primi tre buongiorno, c’era il caffè buonissimo e la prima sigaretta alla quale sono seguite tante altre in cerca dello stesso inutile sapore. C’era il primo dei tre sms inviati.
C’era la collaboratrice in perenne ritardo e la socia col sonno perenne.
C’era lo stagista lampadato per Capodanno.
C’era la donna che ha perso il figlio da anni e mai nessuno lo direbbe, quella che è tanto semplice da far sorridere e la zitella ancora attaccata alla mamma.
C’era una vicina d’infanzia, una zia appena diventata nonna¹ e la manager a volte maleducata.
C’era l’insegnante di inglese e quella che mi mette sempre in ansia quando si siede sulla poltrona.
C’era quella che cambia sempre idea e che telefona tre volte in un giorno e quella che ha imparato a cucinare dopo essersi sposata. Ora mi dice che è bravissima.
C’era quella depressa ma che ogni tanto sorride e quella che non sorride mai pur non essendo depressa.
C’era la sposa novella e non più tirchia e la ragazzina col terrore delle forbici.
C’era una che che non era mai venuta prima.
C’era quella che mi chiama bello di mamma e quella che non vede l’ora che la figlia si sposi.
C’era il mio triste panino e il secondo dei tre sms inviati.
C’era il chirurgo che sembra un vastaso del 2 di Luglio², quello che sembra Gesù e una che viene una volta l’anno.
C’era quella ricca che tira sul prezzo e la seconda zitella della giornata.
C’era quella con cui litigo sempre, quella che mi da sui nervi e non lo do a vedere e quella che va in bagno tre volte in un’ora.
C’era anche quella che ha sposato mezza Matera, quella con i capelli bianco marmo e quella che non ho mai capito.
C’erano i saluti e gli auguri con la socia e i collaboratori, la passeggiata col cane annoiato e la ricerca di un’enoteca. C’era una telefonata dove una persona speciale aveva una voce strana.
C’era il ritorno a casa, mia madre con le stesse domande della mattina e mio padre sulla solita poltrona.
C’era il relax e la doccia, l’ultimo degli sms inviati e il primo bacio della giornata.
C’erano due fidanzatini, una bambina mostruosamente intelligente e quella persona speciale che continuavo a sentire strana.
C’era un napoletano che ha fatto da cuoco e da intrattenitore, una rossa ramata che adoro e la figlia bellissima e peste.
C’era quella che fa da voce della coscienza e una signora adorabile.
C’erano vongole e pasta di Gragnano, baccalà e capitone e tanto vino spumante.
C’erano i pompelmi rosa fatti dalla persona speciale che poi mi ha detto che ero sparito  tutto il giorno e che si era sentita sola.
C’erano le partite a ping pong e le sigarette fumate fuori perché dentro faceva caldo.
C’era un anno nuovo che poi è arrivato, gli auguri a tutti e i baci divisi dalla bambina mostruosamente intelligente.
C’era un dire ti amo anche se a volte sembra che non mi crede e il sorriso nei suoi occhi, finalmente.
C’era una donna fortissima che combatte con qualcosa di grande e un marito brizzolato a volte anche simpatico.
C’erano i Monty Python e bellissimi ricordi anni 70/80.
C’erano i saluti e la testa poggiata sulla mia donna unica e speciale che guidava.
C’era il sonno e la stanchezza ormai fraterna.
C’era il letto e i miei pensieri….
Tutto questo c’è stato e non cambierei una virgola di quello che è successo ieri e in tutto il 2009.
Con l’augurio che tutto questo possa ripetersi in loop

Buon 2010 a tutti

¹ benvenuta Roberta

² solo i Materani possono capire :)

Vabè, sono solo i soliti auguri…

Volevo scrivere qualcosa ma è un ora quasi che ci giro intorno senza esprimere veramente quello che voglio, sarà che i pensieri oggi sono un po campati in aria in un misto di tranquillità e gioia che mi prende sempre ad ogni inizio, qualunque esso sia.

Che dire?

Certo rispetto ad un anno fa le cose sono cambiate un po ma non me la sento di dire se in peggio o in meglio, perché non è detto che il peggio sia per forza un male e soprattutto non è scritto da nessuna parte che il meglio porti davvero benefici…

Vedremo, e nel mentre vivo, Auguri a tutti voi.

26 Ottobre 1962

46anni_0.jpg Questa foto ha 46 anni, tanti quanti il matrimonio dei miei genitori. A loro, che non sanno che ho un blog, anzi non sanno manco cosa sia un blog, voglio fare i miei auguri più veri per la pazienza e la gioia che hanno avuto e che continuano ad avere.

E pensare che per noi dell’era di Internet sarebbe impensabile…..46 anni insieme.