cose e ricose solo mie
Emozioni
L’ultimo miglio
apr 18
Quando ero piccolo, con mia madre prendevamo la littorina per andare a Bari, mi ricordo che andavamo nei negozi ‘buoni’ per fare spesa, oppure dai dottori, anch’essi ‘buoni’ che a Matera non capiscono niente, e mi ricordo(credo) che il biglietto costava 500 lire. Oggi dopo non so quanti anni, e complice un atterraggio a Bari dopo un viaggetto in Galles, ho ripreso la littorina e, con mia grande sorpresa, con soli 4 € ho rivissuto le mie esperienze di bambino…
La stessissima carrozza, la solita calca di gente, la solita puzza indefinibile, le solite facce prese in prestito agli anni cinquanta, i dialetti delle varie province pugliesi, gli uomini e le donne anziane, le rughe, gli studenti, gli stessi sedili…anzi forse no, da piccolo erano color marroncino diarrea, ora sono un bel verde vomito.
Ho rivisto le stesse mani aggrappate, i sonnellini della gente, i profumi spruzzati a litri che col caldo diventano asfissianti, i paesaggi al di fuori del finestrino, la murgia, i rumori e i cigolii della carrozza, le targhe di costruzione del ‘treno’ con su scritto ‘FERROSUD Matera’, il fischio, le fermate ogni 5 minuti, il grido del capostazione ‘PER GRAVINA SI CAMBIA!!’, il personale alla stazione di Bari che ti urla contro ‘GIOVANEEEE DOVE DEVI ANDARE?!’, i discorsi delle persone…tutto questo e mille altri colori, sapori e ricordi in ordine sparso al modico prezzo di 4 €, in pratica un viaggio indietro nel tempo con la consapevolezza di un presente che è rimasto identico al passato ad un prezzo stracciato.
Immutato, così come da milioni di anni il sole nasce e tramonta…
Ma riesco a mettere da parte l’ironia e con un sorriso amaro mentre scrivo questo post, che ho cominciato ‘in carrozza’, alla fine sono addirittura contento, triste ma contento della coerenza che in questi anni ci ha contraddistinto…
Forse solo un po di noia
feb 23
Bisogna che ritrovi un po di creatività questo periodo, che è uno dei più morti, professionalmente parlando, degli ultimi anni. Ci sono dei giorni che mi faccio prendere dalla noia e così capita che questa venga “trasferita” alle persone che mi sono attorno.
Proprio ieri ne parlavo con un amica dopo il terzo bicchiere di vino….qualche anno fa, consideravo il mio lavoro come una fonte inesauribile di idee e forme diverse, ora penso più che altro al lavoro come necessità, per pagare i dipendenti, le bollette, fatture, commercialisti, tasse….tutto normale, nulla da dire, tutto cade nella normalità delle cose di ogni giorno ed è anche giusto che sia così, ma prima era più divertente, lavoravo soprattutto per il piacere di far prendere forma ad un qualcosa¹ e ho fatto cose che mi hanno lasciato il sorriso stampato per giorni. Ora tutto si riduce a lavorare per guadagnare/pagare e si è persa l’arte e il divertimento anche folle che mi ha fatto innamorare del mio lavoro. Che tristezza, non era questo quello che sognavo quando ho capito che dovevo fare quello che volevo…divertirmi lavorando….oppure è solo un periodo, chissà.
Nel mentre mi “sfogo” con chi si diverte ancora, forse perché sgombro da tanti pensieri oppure più semplicemente se ne frega della routine delle cose e sorride sempre.
Questo qualcuno da qualche tempo è rappresentato da questa ragazza che crea forme in maniera ovviamente diversa dalle mie ma la trovo molto creativa..
Reel bumper 2009 from Kirsten Lepore on Vimeo.
¹giuro che ha volte mi è capitato un qualcuno che assomigliava più ad un qualcosa