Mi piace la fotografia, quella fatta bene, quella che riesce ad immortalare gli attimi di vita e ci trasmette emozioni. MI piace osservare le foto a lungo, guardare i minimi particolari, giudicarle e fantasticare con loro. Sono sempre stato del parere che una foto se fatta bene riesce a prendere un certo “movimento” e quindi, pur rimanendo statica, riesce a colpire la nostra fantasia comunicandoci anche quello che è avvenuto prima e dopo lo scatto.
Qui di seguito ci sono alcune delle foto che mi fanno letteralmente tremare i sensi..
Questa foto è del 1957 e ritrae il primo giorno di scuola di Dorothy Counts, la prima studentessa di colore ammessa in una scuola americana. La foto non è un granché dal punto di vista “tecnico” ma ritrae un momento davvero storico.
1963, Vietnam del sud. Un monaco Buddista si dà fuoco per protestare contro il governo il quale adoperava una politica di repressione contro i praticanti di questa fede, torturandoli in maniera indicibile. La cosa che mi ha sempre impressionato di questa foto e della storia dietro ad essa è il monaco che, stando a quanto si dice, non abbia emesso alcun grido di dolore e né abbia fatto un solo movimento mentre bruciava vivo. Non mi piacciono questi estremismi, non li condivido, ma sia la foto che la storia restano davvero impressionanti.
1962, Spagna, durante il regime di Franco. Un soldato viene ucciso da un cecchino e si aggrappa ad un prete. Di questa foto mi ha colpito il volto del prete il quale rivolge lo sguardo alla sua sinistra. Mi sono chiesto, è per guardare chi ha sparato o per cercare aiuto?
1966, Vietnam. Dei soldati americani trascinano il corpo di un Vietkong. Da notare soprattutto l’indifferenza dei soldati i quali sembrano fare un operazione di pura routine.
1968, Vietnam. Questa foto è molto conosciuta, ritrae l’omicidio di un presunto Vietkong da parte della polizia Vietnamita. Immagine di una potenza impressionante…
1975, Stati Uniti. Il momento del crollo di una scala antincendio. Se non fosse per i vasi che danno un senso di movimento, sembrerebbe quasi che i bambini siano sospesi in aria.
1975, Uganda. Un missionario che prende la mano di un bambino, o meglio, quello che dovrebbe essere un bambino. Sono mesi che mi vengono le lacrime agli occhi quando la guardo.
1989, Pechino. Chi non conosce questa foto? Di una bellezza mozzafiato..
1992, Somalia. Una madre raccoglie il corpo del suo bambino morto di fame. Sarà il bianco e nero, sarà il corpo chino della donna o non so bene di preciso cosa, fatto sta che è di una tale disperata desolazione.
1994, Ruanda. Un uomo con il volto sfigurato dalle torture ricevute dalla polizia che lo sospettava di aver avuto rapporti con i ribelli Tutsi. Non so cosa aggiungere..
1996, Angola. Dei bambini in un centro di recupero per via degli “scock” della guerra civile.
2001, Afghanistan. Il corpo di un bambino viene preparato per il funerale. Il contrasto delle vecchie mani sul corpo del bambino mi fanno quasi ricordare le carezze che mio nonno mi dava. Purtroppo qui la realtà è ben diversa.
2002, Iran. Un bambino piange stringendo i pantaloni di suo padre prima che sia sepolto. Questa volta non è la guerra ma il terremoto.
2003, Iraq. Un prigioniero Irakeno che cerca di calmare il proprio figlio. La foto è di una tale “tenerezza” che non ha bisogno di commenti secondo me.
Se avete “emozioni” da farmi vedere mandatemi una mail.
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